mercoledì 2 maggio 2012

Milano è una città dove non ci si può sedere

Milano è una città dove non ci si può sedere. Penso questo mentre mentre scrivo a penna queste note seduto sotto uno dei tanti grattacieli in zona Stazione Centrale tra via Melchiorre Gioia e Piazzale Lagosta, in quella zona che una volta era costituita da case di ringhiera e oggi da appartamenti frazionati in bi e monolocali per farci i soldi affittandoli a manager o executives di multinazionali o gente del mondo della moda. Dico così perchè dalla Stazione Centrale ho dovuto fare i chilometri per trovare un posto a sedere decente sotto forma di questa panchina lignea senza schienale a prova di ernia del disco-ma chi è che non ha l'ernia del disco a Milano tra scale mobili, scale normali, marciapiedi, autobus e metropolitana presi in fretta al ritmo imposto dalla produzione in una città dove se non corri non arrivi in tempo per produrre e se non produci non mangi. E 'l'unico posto che ho trovato per sedere da Corso Buenos Aires fino qua , più o meno 4 km in linea d'aria, questo qui dove sono seduto. Davanti alla Stazione Centrale dove sto di solito seduto sull'ampio bordo delle aiuole è tutto recintato, ci sono dei lavori in corso che permetteranno alla metropolitana due altre uscite , altre due bocche verminanti umanità sprinters alla Usain Bolt con per premio finale la sopravvivenza. E adesso me ne sto qui a scrivere di come cambino i colori delle amministrazioni mentre la filosofia resta la stessa : devi muoverti, non puoi sederti, perchè sederti significa fermarti a pensare, meditare, ed è pericoloso per i sistema. E lo mette in crisi economicamente, altresì. Se ti vuoi sedere c' è il bar, i Mac Donald , Spizzico. Così per sederti devi spendere e far girare l'economia, ma io mi chiedo ma quest'economia che gira e gira , ma poi la direzione che prende è dritta dritta in saccoccia ai soliti furbi in barba a noi parco buoi eterni clienti di sempre . Inoltre devi consumare in fretta perchè altri attendono il proprio turno in piedi davanti a te guardandoti mangiare. E guai a leggere il giornale, vuol dire relax, genera invidia e odio sociale. Quanto a scrivere su un quadernetto poi è sovversione pura: sei un esaurito che sta perdendo il suo tempo: specie se non sei uno scrittore famoso, conosciuto, questo poi manda i tuoi spettatori non richiesti fuori di testa. Cominciano a odiarti sul serio. Altro che invidia sociale, esiste un' invidia ancora peggiore che è quella culturale. Almeno usassi un pc portatile, sarei più accettato. Ma un quaderno con una penna, beh, questo no, è sovversione armata, genera risentimento, specie in gente in astinenza da Mac Donald , da hamburgher e da quelle proteine aggressive di cui ha bisogno per avere il coraggio di aggredire il prossimo. Alla stessa maniera di giovani virgulti delle new generations che per chiedere come si chiami ad una ragazza in discoteca hanno bisogno di sbronzarsi fino a sboccare. Il massimo contributo dato alla mobilità dalla giunta Pisapia sono le piste ciclabili. Sempre di stare in movimento si tratta , su una specie di rullo che ricorda le catene di montaggio dell'America anni '50 di Bukowski. E adesso sono qui a scrivere sul mio quadernetto antidiluviano con una penna a spirito in quanto posso usarla persino la sera disteso nel letto contro quella a sfera che scrive solo dall'alto verso il basso, mentre io amo scrivere dal basso verso l'alto e usare la penna come un mortaio dritto negli zebedei di chi si crede potente solo perchè porta la giacca e cravatta, guida la maserati e ricorre alla chimica per un minimo d'erezione decente...Qui, sotto questi palazzoni retaggio della giunta Moratti, palazzoni o , meglio, grattacieli di calcestruzzo armato e vetrometallo che si stagliano babelicamente sullo sfondo azzurrino primavera trapuntato di nuvole che scorrono veloci scolpite da un vento improbabile per Milano che le rende cangianti, ora assomiglianti ad un volto di Padre Pio, ora al Millenium Falcon, ora alla barba di Zeus: costruzioni silenti, corpi cavi senza un'anima che hanno arricchito solo le imprese siculo-milanesi in odore di ndrangheta che le hanno innalzate e che mi fanno sentire, ragazzo di provincia quale sono rimasto, un lillipuziano davanti ad una simile rappresentazione fisica di un potere di per sé opprimente e schiacciante, erto a simbolo minaccioso di un potere gigantesco come Gulliver quanto a denaro ma nano morale . E pensare che poche ore fa ero partito da Corsico con l'autobus, in fuga dal mio appartamento in un condominio molto difficile, dove urla di mogli violentate da mariti, schiamazzi di bambini trascurati e perenni lavori di ristrutturazione eseguiti con trapani e martelli pneumatici avrebbero finito per trapanarmi il cervello...e invece via verso il centro, via via , vieni via con me m'ha detto l'autobus improvvisamente sembiante un Paolo Conte improvvisato. E così in autobus, il 325 che ferma a Romolo quasi capolinea della linea verde della metropolitana milanese, in compagnia di molto sud del mondo, me compreso, noto una esteuropea bionda e scollata con calze a rete piuttosto ardite per l'orario ed il luogo che sorride mentre osserva delle studentesse delle medie superiori, biondine anch'esse e sboccate , che ripassano la lezione d'inglese coram populo dialogando fra loro in uno slang periferico molto “zia hai rotto”. A Romolo scendo e subito mi immergo nel torrente umano che si immette nella bocca che dà giù per la metro . Ognuno con la sua copia di “Metro” in mano, quotidiano gratuito che dà notizie stringate come le striinghe di una ballerina de La Scala. Passo dai tornelli obliterando il mio biglietto e ciondolo sulla banchina in attesa del treno. C'è un telo proprio sui binari , sul quale un proiettore irradia immagini di una tv locale e tutti i passeggeri in attesa la guardano come ipnotizzati. Io sono l'unico che guarda invece i volti della gente . L'unico che non guarda la tv ma preferisce quei paesaggi straordinari che sono i volti della gente e che raccontano di sofferenze e di gioie e mostrano occhi che hanno visto panorami andini, paesaggi tropicali e visto corpi che hanno danzato su spiagge incontaminate, spento falò in un'infanzia tanto lontana quanto la prospettiva di uno sguardo metropolitano che ha teletrasportato i proprietari di quegli sguardi nei lerci retrobottega di discoteche buie e spente piene di tavolini che fanno da base d'appoggio a uomini tanto ricchi quanto morti , sponsor ufficiali notturni della Folletto nasale diochenoia... Scendo in Duomo e c'è un mucchio di gente che mi spinge a pensare che tutte queste persone in giro che non lavorano e che spendono mi danno l'impressione che non abbiamo ancora toccato il fondo. Ma non aspetto questo momento, tanto poi, noi italiani, scaviamo. Entro alla Feltrinelli e chiedo un libro di De Sade, Viaggio in Italia e viaggio in Olanda. La ragazza dà una scorsa su un pc e dice che quel libro è introvabile e che non sarà più ristampato. E aggiunge che se voglio vedere per altri libri di Sade devo guardare nella sezione dei libri erotici . “Letteratura erotica?”, dico, “ ma avete affidato la dislocazione dei volumi per argomenti a Fabio Volo?”. Lei ride e dice che ho ragione e che non è più la Feltrinelli di una volta. De Sade mi piace perchè è uno dei pochi scrittori ateisti che scriveva da Dio. Vale la pena comunque di comprare “ La filosofia del boudoir”. O meglio ricomprarla, visto che una volta ne avevo una copia che ho lasciato in chissà quale dei cento appartamenti dove ho dimorato in questi ultimi vent'anni a Milano . Esco dalla Feltrinelli del Duomo. Non ho mai provato invidia per gli scrittori che pubblicano senza meritarselo. Semplicemente non compro i loro libri. Compro quelli di scrittori che possono darmi qualcosa. Mi nutro di loro. Poi però cerco la mia voce. Ci ho impiegato anni, ma l'ho trovata. Quando riesci a scrivere quello che pensi nella forma più vicina a come l'hai pensato originariamente, il più è fatto. Io scrivo cercando di dire ciò che voglio dire nel modo più conforme a me. Alla mia musicalità. Senza preoccuparmi del pubblico. Non è presunzione. Se scrivi per il pubblico o cose che pensi possano piacere al pubblico , allora diventi il pubblico, diventi la gente. E io devo poter un minimo detestare la gente per poterne scriverne male ed essere apprezzato per questo dalla gente che leggendo si riconosce e approva il tuo disvelamento. Tanto comunque non cambierà. E' la forza del genio della massa .

sabato 28 aprile 2012

C'era una volta

C'era una volta un ragazzo, adesso ho i capelli bianchi e quando me lo fanno notare riesco solo a dire non lo sapete che a Milano cade la neve? C'era una volta il Bar Blu Notte, dove ti rifugiavi quando non andavi a scuola, e imparavi a baciare, chi lo dice che non era una scuola migliore quella? C'era una volta la partita di pallone, con quattro tufi per porte, e nessun limite di tempo, solo tua madre che gridava dal balcone che erano pronte le orecchiette con le cime di rapa, C'era una volta il cinema a luci rosse, dove entravi badando bene di stare in galleria, perchè non si potevano aprire ombrelli in platea C'era una volta la corsa notturna nei vicoli della casbah, i passi rimbombavano sulle chianche di pietra liscia, pensando che ci fosse qualcuno ad inseguirti, e quando scoprivi che era l'eco, capivi che ad inseguirti eri solo tu stesso, C'era una volta il calippo d'estate, e i gelati di Treppiedi l'inverno. i ghiaccioli ad agosto, le vaschette di Ciccio d'inverno, le angurie di Cicinedda l'estate, i ricci pescati con le mani a ferragosto, e una montagna di fidanzate che non avresti mai sposato, C'era una volta il fatto che non eri buono per fare la rivoluzione, perchè non eri del '68, ma non volevi neanche rinchiuderti in una banca, o al comune, perchè non ti volevi dividere tra l'essere pompiere o incendiario, adesso non lo so più cosa sono, me lo sono dimenticato, C'era una volta lo scrivere temi a mano, con una scrittura indecifrabile, definita a zampe di gallina, per scrivere capolavori che non sarebbero stati mai letti, adesso c'è il computer che scrive capolavori digitali, che non saranno mai letti, C'era una volta che leggere poesie era romantico, adesso se vuoi uscire con una devi avere Facebook, un aperitivo era un aperitivo, e non c'era l'happy hour per dire a qualcuna che volevi fare sesso senza dirglielo C'era una volta Enrico Berlinguer, che ti faceva sentire meno solo nel pensare che i comunisti non mangiavano i bambini, ma li adottavano C'era una volta un mondo in cui ciò che era bianco era bianco, e ciò che era nero era nero, e i colori non avevano così tante sfumature, dietro cui nascondere la mancanza di coraggio nel dire che parte vuoi stare C'era una volta il Lecce di Magistrelli, Il Milan del Barone Nils Liedholm, la Juve di Causio , le figurine panini giocando con le quali perdevo sempre, il gioco delle biglie, i pallonciotti americani, l'odore di naftalina in vecchi sgabuzzini, le lavatrici Candy, i frigo che urlavano, i phone che sfarfallavano, gli iphone che mancavano, la radio a valvole dove i nonni ascoltavano radio Londra, o spegnevano per non ascoltarla a seconda dell'orientamento politico, l'odore di cuoio di palloni fatti da operai veri e maggiorenni, Rivera non era democristiano e non si sognava di andare a Ballando sotto le stelle per battere cassa, l'Italia perdeva contro Haiti e Chinaglia mandava a quel paese l'allenatore che non se la prendeva più di tanto, la tv era in bianco e nero, c'era carosello, dopo carosello a letto, io collezionavo soldatini della atlantic, e facevo sempre vincere l'armata rossa o gli indiani o i giapponesi, C'era una volta Coppi nei racconti di mio padre, e Bartali, e mio nonno tifava per Coppi, perchè se la faceva con la dama bianca, e non c'era ancora il divorzio, e mia nonna tifava per Bartali perchè andava sempre a messa e nessuno andava in bicicletta perchè non avevano scoperto i trigliceridi, C'era una volta....

sabato 21 aprile 2012

la ginnastica del detenuto

Il pareggio di bilancio messo in costituzione è un crimine contro il popolo. Passato nel più assoluto disinteresse, col voto della grosse koalition in salsa italiana diretta dal duo Angelino senza quid Pierluigi la cose le cose . Mentre i rettiliani Veltroni e Letta gongolano da una parte e i Grigi Fini e La Vedova, sciaguattano nella fanga paparesciandosi della grossa dall'altra parte: che poi è la stessa parte. Il pareggio di bilancio è obbligatorio. Qualsiasi provvedimento quindi sarà lecito se vogliamo pareggiare il bilancio: compreso licenziare quelli che parlano male del governo: sono contro gli interessi economico generali del paese. Monti va avanti come un caterpillar, con la sua messa in piega che gli fa venire in mente la nostra messa in piega alla pecorina, riguardo ai duri provvedimenti economici che si sono resi necessari perchè la Merkel riprenda a dormire sonni tranquilli accanto al marito che non ne poteva più di dormire su piolo del letto tanto la circonferenza del culo di sua moglie stava aumentando a furia di wustel antidepressivi . Ma io dico cosa ci devono fare più perchè esplodiamo? Dobbiamo rischiare il posto di lavoro, dimezzare gli stipendi e soffrire la fame per consentire ai tedeschi di stare chiusi di domenica e andarsene al lago oloailiuuuuuuuuuu? Che aspettiamo a uscire dall'euro? Per non far torto a Prodi che dice che non si può fare perchè gli italiani sono indebitati con lo stato in quanto hanno investito in bot? Parliamoci chiaro, di che italiani parliamo? Di quelli che stanno bene, la maggior parte non arriviamo alla fine del mese senza raschiare il fondo del barile dell'olio inviato nella latta dalle madrepatrie natie . Montezemolo vuole entrare in politica: strano, non c'è sempre stato? Come mai l'alta velocità è imprescindibile: non possiamo permetterci di fallire, perchè l'alta velocità è finanziata da capitale privato, ha detto. Sì, infatti, i treni superveloci li ha comprati l'impero di Vega su Marte! Li ha comprati lo stato. O no? Ci prendi per deficienti? L'unica cosa buona che hai fatto è sposare Edwige Fenech...e l'hai pure lasciata andare: sei un fallimento totale...l'unica alta velocità che hai saputo fare è stata sperimentata nel lasciare quel tocco di donna. Ma lasciamo stare, mi sto appena riscaldando, dopo qualche giorno di appannamento totale dovuta a stanchezza da lavoro. Sapete, non lavoro al comune, la spesa la devo fare quando capita, non durante l'orario di lavoro. E spesso c'è la fila in cassa, e signore brontolone che discettano di minchiate in salsa di canale 5 . Poi il bancomat non va e la giornata se n'è già bella che andata . Mentre Monti è ancora alla terza parola di un suo abituale sonnolento discorso robotico . Show di Berlusconi al processo Ruby. Meglio che non ve le dico le stronzate che ha detto: è proprio convinto che Ruby sia la nipote di Mubarak . E che Mubarak sia il primo ministro dell'Alsazia Lorena. Come faccio a non ridere di un popolo che ha voluto avere per 17 anni uno così?Non c'erano abbastanza trasmissioni comiche in tv? Non si divertivano abbastanza? Adesso grazie alle barzellette di Berlusconi ci troviamo sulla linea M della metropolitana fognaria europea . Meditate, gente, meditate...i comunisti non vi faranno più paura, perchè non avrete più nulla che vi potrà essere confiscato: su questo il Berlusca è stato efficace, non c'è che dire . Buona giornata e buona fortuna. Vado a fare ginnastica: mi preparo a restare in casa...la ginnastica del detenuto...

domenica 15 aprile 2012

Neofascismo vegetariano

Vorrei dire qualcosa a proposito di questa improvvisa ondata di animalismo e vegetarianismo . Secondo me non sono fenomeni che indicano realmente un approccio alla vita più aperto e progressita. A parte una minoranza a cui sono disposto a riconoscere delle ragioni perchè filosoficamente animata da buoni propositi anticonsumistici, salutistici e antiantropocentrici e che la chiese vede come il fumo negli occhi, la maggior parte dei recenti aderenti a questa nuova dottrina o branca della più generica fumosa dottrina new age sono vegetariani e animalisti per distinguersi dalla massa. Alimentando così uno spostamento di adepti in modo esponenziale verso queste scelte. Tanto da ridivenire conformisti essi stessi . Oggigiorno in mensa , a tavola, nei ristoranti c'è sempre un vegetariano. E , generalmente odia il genere umano. Lo detesta. Conferendo agli animali, cani in particolare, dei sentimenti di umanità in scala ridotta , ma che gli attribuirebbero una funzione di umanità diversa in corpus animalorum che, guarda caso, è surrettiziamente pantografata sul pensiero dei padroncini dei medesimi. In altre parole ai cani che vivono in simbiosi in famiglia vengono attribuiti quei sentimenti che non vengono più riconosciuti dagli umani frequentati quotidianamente e che vengono odiati apertamente e messi in una scala gerarchicamente inferiore rispetto all'animale casalingo . Secondo me l'animalismo inteso così è il prodotto di un neofascismo filosofico che si va sempre più diffondendo fra un'umanità che non sa più accettarsi e che è disposta a guardare i propri difetti solo quando li nota nell' altro da se' . Ora, concordo che per produrre un chilo di carne ci vogliono ventisette litri d'acqua, che la carne è piena di antibiotici che fanno male e che gli animali vengono a volte uccisi con metodi dolorosi e che usare dei cani come cavie non è deontologicamente corretto. Sul piano filosofico concordo, sul piano reale , però, chi ci dice a noi che le piante non abbiano sentimenti e non provino dolore? Alcuni esperimenti lo affermano decisamente. Compiuti da scienziati autorevoli ed esiste persino una branca della sessualità chiamata dendrofilìa che raggruppa gli umani che adorano fare sesso con le piante. E non sto parlando di zucchine o banane . Del resto, ad accreditare le mie tesi sta il fatto che Hitler, il male personificato, era animalista e vegetariano. E lo stesso Gandhi lo era. E dichiarò che era un modo per controllare i propri istinti sessuali, per non soggiacere ad essi(Sic!). E poi qualcuno ha chiesto a cani e gatti se magari non starebbero meglio a vivere fra loro? Fra i propri simili. Senza essere costretti a scodinzolare ad un padrone per via di un riflesso Pavloviano perchè percepiscono che da lì può giungergli la pappa? Io amo gli animali selvatici in mezzo al proprio ambiente naturale, così come deve essere secondo natura , piuttosto che al surrettizio servizio sociale delle famiglie di umani che hanno bisogno della pet theraphy per sentirsi migliori degli altri uomini. Per non tirarla troppo per le lunghe , io se vedo soffrire in un angolo un uomo e un animale, per istinto, sono portato a dare la priorità all'umano.Che Guevara lo avrebbe fatto. Ed è morto per questo. Era nella sua natura. Chi non ha quest'istinto, non è umano. Mi verrebbe da dire è un animale, ma anche questa sarebbe un attribuzione di significato data da un uomo che disprezza un altro uomo. Quindi non lo dirò. Non perchè sono superiore. Ma perchè sono umano, troppo umano. Buona giornata e buona fortuna

giovedì 5 aprile 2012

Lacrime di coccodrillo (del Nilo)

La legge sull'articolo 18 è passata. D'accordo non è passata come volevano Marchionne & c, ma loro si sa, piuttosto di ammettere che le Fiat non le comprano perchè fanno schifo agli nomi ignudi preferiscono dare la colpa agli operai metalmeccanici che, udite udite, guadagnano meno della metà degli operai tedeschi? Come mai? Chiedilo ai tuoi ingegneri, Marchionne, sono degli incapaci, l'ultima punto che ho avuto aveva l'agibilità di un vcc, la manegevolezza di un carro russo in avaria durante il secondo conflitto bellico . Ma è passata. E bravo Monti missione compiuta. Se adesso a noi quasi cinquantenni ci sbatteranno fuori perchè costiamo troppo (Sic!) e saremo cacciati perche al nostro posto siano assunti precari sottopagati, che , partita di giro, possono essere a loro volta licenziati, sapremo chi ringraziare. Vero Veltroni? Vero Letta? Vero Bersani? Alfano l'abbiamo già ringraziato abbastanza per la sua ineffabile mancanza di quid che ci ha fatto rimpiangere le performances del capocomico Silvio Nazionale . Yahoo licenzia 2000 dipendenti . Ha assunto un nuovo amministratore delegato strapagato che avrà il compito di risanare l'azienda. Fatemi capire che c'abbiamo scritto jo condor in fronte? Cioè, uno viene pagato per rendere un'azienda più competitiva e comincia licenziando 2000 persone? Beh sinceramente non capisco, persino uno con la quinta elementare può risanare un azienda in questo modo. E non c'è bisogno di pagarlo tanto. Questo qui è il capitalismo delle pezze a colori . Un manager è bravo se rende un'azienda competitiva licenziando il meno possibile. Io credo. Altrimenti è un asino travestito da volpe. Cambiamo argomento: Bossi si è dimesso. Da segretario della Lega. Insomma , parafrasando, fuori dai Maroni. Ho sentito che ha pianto. S'è sparsa la voce che lo assumerà il governo Egiziano, come coccodrillo . Restiamo in attesa delle sue dimissioni più importanti: quelle dal genere umano. Buona giornata e buona fortuna

giovedì 22 marzo 2012

Articolo 18: 40 anni di lotte seppelliti dal caschetto curiale della Fornero

Come potete immaginare, avendo letto qualcosa sul mio blog, in generale detesto parlare di politica, specialmente quando questa è ridotta a pura masnada di notai dei poteri forti . Ma non posso tacere in queste ore drammatiche, dico drammatiche, per il futuro del paese sulle vicende legate all'articolo 18 . Vale la pena ricordare che trattasi di un articolo dello statuto dei lavoratori che vieta il licenziamento per motivi discriminatori, in altre parole, in presenza di un'azienda solida sul mercato, si vieta qualsiasi licenziamento non sia per una giusta causa intendendosi per giusta causa , ad esempio, picchiare colleghi o capi, rubare o non attenersi ripetutamente al contratto che ti lega alla tua azienda . Chi non ha mai lavorato per un'azienda privata non può sapere che a volte non basta fare il proprio dovere e rispettare le regole contrattuali, a volte basta stare sui cosiddetti a nuovi dirigenti( non nettargli adeguatamente le terga o rifiutarsi di fare la spia denunciando colleghi che non rendono come si pretende che rendano)per ritrovarsi disoccupati in men che non si dica. Con conseguenze sulla dignità di chi lavora a dir poco devastanti. Ora il governo Monti-Napolitano-Marchionne si accinge ad abolire questa norma che prevede il reintegro del lavoratore nel proprio posto se non sussistono i requisiti perchè sia licenziato. Ecco, per dirla con eleganza, siamo al nazismo puro, alla richiesta di adesione ideologica alle proprie aziende e ai propri dirigenti senza aver neppure la possibilità di dire a se stessi e al mondo, ecco io sono un lavoratore sfruttato e sono costretto a fare tre lavori pagati uno. Oppure sono vecchio e stanco e continuo a lavorare perchè fuori alla mia età fuori non c'è niente o, delle due l'una, devo iscrivermi a Comunione e Liberazione, se voglio lavorare , per esempio, a Milano. In altre parole il vaticinio bukowskiano secondo cui la differenza tra una democrazia e una dittatura è che nella democrazia prima voti e poi lo prendi nel culo( mentre nella dittatura si evita il passaggio elettorale), trova in modo esplicito e clamoroso una fervida applicazione alla realtà che stiamo vivendo . Ci vuole poco a capire che il dado è tratto e che camuffata da soluzione alla tedesca invece che all'americana, la libertà di licenziamento è ormai legge. E' veramente deprimente vedere politici del calibro di D'Alema e Bersani- del calibro poi, questa è tutta da vedere, si capisce - arrabattarsi nel dire che le norme della legge Monti-Fornero saranno modificate in parlamento. La realtà è che un governo come il governo Monti che ha sbandierato le liberalizzazioni e la demolizione delle caste , nonchè i blitz a Cortina o in Via Condotti a Roma, come l'inizio di una nuova era di democrazia compiuta, abbia in realtà , visto che poi il parlamento alla chetichella ha snaturato le norme anticasta, colpito ciò che si voleva colpire da tempo: i lavoratori del settore privato, che , sia detto senza alcun interesse di parte, mandano avanti questo paese ogni giorno e permettono a Monti a Company di degustare un caldo cornetto mattutino, bere un tiepido cappuccino, guidare una comoda macchina coi sedili in pelle umana ( quella dei metalmeccanici morti sul lavoro) , viaggiare comodamente in aereo,alloggiare in comodi appartamenti per costruire i quali operai edili sono caduti dalle impalcature, guardarsi e rimirarsi in tv , e mandare i figli in vacanza alle Seychelles, nonchè in buone scuole private cattoliche dove imparano a farsi il segno della croce prima di andare a giocare a Monopoli con la pelle del popolo italiano . Ora che Letta e Veltroni, meglio noti negli ambienti ufologi come rettiliani della prima ora smanino per consegnare Palermo alla Mafia e per fare entrare i precari in un mondo del lavoro cinesizzato in barba a una massa di gente che a milleduecento euro al mese la deve smettere di arroccarsi in questo privilegio ( Sic!)e deve darsi da fare per inventarselo, un nuovo lavoro, forse rileggendosi i libri di Castaneda per imparare a sognarlo, beh, di certo non mi meraviglia . La cosa che mi meraviglia un poco, sia sottolineato, un poco, è che gente esperta come D'alema e Bersani si beva la favoletta della crisi economica e dello spread come cavallo di troia per far passare tutto, persino una riforma del lavoro che statuisca il ritorno dei lavoratori, e finalmente, nel ben noto rango degli schiavi . Delle due l'una, o sono ingenui o sono in mala fede. A voi l'ardua sentenza. Su Napolitano voglio solo dire che l'ho combattuto politicamente come cosiddetto migliorista e continuo a combatterlo ora che è un monarchico-stalinista-liberista, lo sa solo lui cos'è mai stato...oltre a essere un napoletano imbroglione che si è sempre saputo vendere come ineccepibile e integerrimo superinterprete del senso civico per antonomasia. Ma mi faccia il piacere e si vergogni...quei lavoratori che sta lasciando in un oceano su un gommone senza viveri l' hanno sempre votata. A loro va la mia stima, per la la loro ingenuità vera, per aver creduto che lei faceva sul serio . Detto fra noi potrei opportunisticamente fregarmene visto che io per ora non sono a rischio licenziamento essendo stato sempre fedele alla mia azienda e avendola servita per anni nell'interesse reciproco del profitto e del salario, ma sono considerazioni che non posso non fare se è vero com'è vero che milioni di famiglie italiane saranno danneggiate irrimediabilmente e che un'intera generazione che lavorava con dignità sarà cancellata...Ho avuto amici precari che si sono tolti al vita perchè non riuscivano a trovare un lavoro, nonostante fossero laureati in università prestigiose, non vorrei avere colleghi di lavoro che abbiano voglia di andare a fare compagnia ai suidici di questi giorni . Qui si gioca una partita importante per la democrazia. Mi aspetto che l'Italia migliore, quella degli onesti, dia una riposta adeguata a questi sciacqualattughe in giacca e cravatta. Buona giornata e buona fortuna Ps: il mio libro su youcanprint

sabato 10 marzo 2012

Nuovo libro : "Nell'acquario 2"

Finalmente è uscito il mio terzo libro. Si intitola "Nell'acquario 2" ed è l'deale continuazione delle vicende di Nico Cordola , trentenne altosalentino sbarcato a Milano in cerca di fortuna negli anni '90, alle prese con i suoi 40 anni e con una Milano sempre più spettrale, archetipo di un paese Italia che vuole ancora arrivare sulla luna in groppa ad un asino. Quì di seguito vi riporto lo scritto in retrocopertina a sua volta tratto dall'introduzione: Dall'introduzione: “Ideale prosecuzione delle vicende umane ed esistenziali di Nico Cordola, laureato pugliese salentino migrato a Milano , narrate in “Nell'acquario”, “ Nell'acquario 2 ” racconta attraverso gli occhi del protagonista , i mutamenti intervenuti nella società italiana negli ultimi dieci anni. Agendo fra Milano e il suo hinterland, Nico Cordola è ormai un uomo di quaranta e passa anni, che vive le sue storie con l'abituale disincanto , un po' provinciale e ingenuo, del ragazzo che non ha cessato di essere nonostante l'età matura. Attraverso la sua narrazione che ha come privilegiato osservatorio antropologico Milano e dintorni, archetipi dell'intero paese perchè ospitanti un campionario umano proveniente da ognidove dello stivale italico, Nico Cordola filtra con il suo sguardo da ragazzo che guarda il mondo col candore di chi non riesce a capire come gli umani facciano di tutto per complicarsi la vita e generare conflitti anche là dove non ce ne sono le condizioni , i cambiamenti sociali e culturali che stentano a portare un paese come l'Italia verso la modernità”... “La società dei consumi, l'uso a fini deculturalizzanti della televisione e l'ascesa di un ceto politico che usa sempre più la xenofobia come argomento per autoalimentare un proprio consolidato potere fondato sulle stesse logiche di familismo amorale che dice di combattere, hanno trasformato Milano e con essa tutto il paese, in un' assemblea aziendale scandita da continui battimani a comando, come sul set di 'Ok il prezzo è giusto'...”. Danilo Coppola è nato a Brindisi nel 1965 , ma è a tutti gli effetti di Ostuni (Br) . Dopo aver compiuto studi classici si è laureato in Scienze Politiche a Bari. Vive e lavora a Corsico (Mi) . Nel 2007 ha pubblicato il romanzo “Nell'acquario” e nel 2009 una raccolta di racconti dal titolo “Una faccia una razza”, opere entrambe edite per i tipi della Kimerik. Questo il link per chi lo volesse acquistare in rete: edizioni youcanprint