sabato 28 aprile 2012
C'era una volta
C'era una volta un ragazzo,
adesso ho i capelli bianchi
e quando me lo fanno notare
riesco solo a dire
non lo sapete che a Milano cade la neve?
C'era una volta il Bar Blu Notte,
dove ti rifugiavi quando non andavi a scuola,
e imparavi a baciare,
chi lo dice che non era una scuola migliore quella?
C'era una volta la partita di pallone,
con quattro tufi per porte,
e nessun limite di tempo,
solo tua madre che gridava dal balcone che erano pronte
le orecchiette con le cime di rapa,
C'era una volta il cinema a luci rosse,
dove entravi badando bene di stare in galleria,
perchè non si potevano aprire ombrelli in platea
C'era una volta
la corsa notturna nei vicoli della casbah,
i passi rimbombavano sulle chianche di pietra liscia,
pensando che ci fosse qualcuno ad inseguirti,
e quando scoprivi che era l'eco,
capivi che ad inseguirti eri solo tu stesso,
C'era una volta il calippo d'estate,
e i gelati di Treppiedi l'inverno.
i ghiaccioli ad agosto,
le vaschette di Ciccio d'inverno,
le angurie di Cicinedda l'estate,
i ricci pescati con le mani a ferragosto,
e una montagna di fidanzate che non avresti mai sposato,
C'era una volta
il fatto che non eri buono per fare la rivoluzione,
perchè non eri del '68,
ma non volevi neanche rinchiuderti in una banca,
o al comune,
perchè non ti volevi dividere tra l'essere pompiere o incendiario,
adesso non lo so più cosa sono,
me lo sono dimenticato,
C'era una volta lo scrivere temi a mano,
con una scrittura indecifrabile,
definita a zampe di gallina,
per scrivere capolavori che non sarebbero stati mai letti,
adesso c'è il computer che scrive capolavori digitali,
che non saranno mai letti,
C'era una volta
che leggere poesie era romantico,
adesso se vuoi uscire con una devi avere Facebook,
un aperitivo era un aperitivo,
e non c'era l'happy hour per dire a qualcuna che volevi fare sesso senza dirglielo
C'era una volta Enrico Berlinguer,
che ti faceva sentire meno solo nel pensare
che i comunisti non mangiavano i bambini,
ma li adottavano
C'era una volta un mondo in cui ciò che era bianco era bianco,
e ciò che era nero era nero,
e i colori non avevano così tante sfumature,
dietro cui nascondere la mancanza di coraggio nel dire che parte vuoi stare
C'era una volta il Lecce di Magistrelli,
Il Milan del Barone Nils Liedholm,
la Juve di Causio ,
le figurine panini giocando con le quali perdevo sempre,
il gioco delle biglie,
i pallonciotti americani,
l'odore di naftalina in vecchi sgabuzzini,
le lavatrici Candy,
i frigo che urlavano,
i phone che sfarfallavano,
gli iphone che mancavano,
la radio a valvole dove i nonni ascoltavano radio Londra,
o spegnevano per non ascoltarla
a seconda dell'orientamento politico,
l'odore di cuoio di palloni fatti da operai veri e maggiorenni,
Rivera non era democristiano e non si sognava di andare a Ballando sotto le stelle
per battere cassa,
l'Italia perdeva contro Haiti e Chinaglia mandava a quel paese l'allenatore
che non se la prendeva più di tanto,
la tv era in bianco e nero,
c'era carosello,
dopo carosello a letto,
io collezionavo soldatini della atlantic,
e facevo sempre vincere l'armata rossa o gli indiani
o i giapponesi,
C'era una volta Coppi nei racconti di mio padre,
e Bartali,
e mio nonno tifava per Coppi,
perchè se la faceva con la dama bianca,
e non c'era ancora il divorzio,
e mia nonna tifava per Bartali perchè andava sempre a messa
e nessuno andava in bicicletta
perchè non avevano scoperto i trigliceridi,
C'era una volta....
sabato 21 aprile 2012
la ginnastica del detenuto
Il pareggio di bilancio messo in costituzione è un crimine contro il popolo. Passato nel più assoluto disinteresse, col voto della grosse koalition in salsa italiana diretta dal duo Angelino senza quid Pierluigi la cose le cose . Mentre i rettiliani Veltroni e Letta gongolano da una parte e i Grigi Fini e La Vedova, sciaguattano nella fanga paparesciandosi della grossa dall'altra parte: che poi è la stessa parte. Il pareggio di bilancio è obbligatorio. Qualsiasi provvedimento quindi sarà lecito se vogliamo pareggiare il bilancio: compreso licenziare quelli che parlano male del governo: sono contro gli interessi economico generali del paese. Monti va avanti come un caterpillar, con la sua messa in piega che gli fa venire in mente la nostra messa in piega alla pecorina, riguardo ai duri provvedimenti economici che si sono resi necessari perchè la Merkel riprenda a dormire sonni tranquilli accanto al marito che non ne poteva più di dormire su piolo del letto tanto la circonferenza del culo di sua moglie stava aumentando a furia di wustel antidepressivi . Ma io dico cosa ci devono fare più perchè esplodiamo? Dobbiamo rischiare il posto di lavoro, dimezzare gli stipendi e soffrire la fame per consentire ai tedeschi di stare chiusi di domenica e andarsene al lago oloailiuuuuuuuuuu? Che aspettiamo a uscire dall'euro? Per non far torto a Prodi che dice che non si può fare perchè gli italiani sono indebitati con lo stato in quanto hanno investito in bot? Parliamoci chiaro, di che italiani parliamo? Di quelli che stanno bene, la maggior parte non arriviamo alla fine del mese senza raschiare il fondo del barile dell'olio inviato nella latta dalle madrepatrie natie . Montezemolo vuole entrare in politica: strano, non c'è sempre stato? Come mai l'alta velocità è imprescindibile: non possiamo permetterci di fallire, perchè l'alta velocità è finanziata da capitale privato, ha detto. Sì, infatti, i treni superveloci li ha comprati l'impero di Vega su Marte! Li ha comprati lo stato. O no? Ci prendi per deficienti? L'unica cosa buona che hai fatto è sposare Edwige Fenech...e l'hai pure lasciata andare: sei un fallimento totale...l'unica alta velocità che hai saputo fare è stata sperimentata nel lasciare quel tocco di donna. Ma lasciamo stare, mi sto appena riscaldando, dopo qualche giorno di appannamento totale dovuta a stanchezza da lavoro. Sapete, non lavoro al comune, la spesa la devo fare quando capita, non durante l'orario di lavoro. E spesso c'è la fila in cassa, e signore brontolone che discettano di minchiate in salsa di canale 5 . Poi il bancomat non va e la giornata se n'è già bella che andata . Mentre Monti è ancora alla terza parola di un suo abituale sonnolento discorso robotico . Show di Berlusconi al processo Ruby. Meglio che non ve le dico le stronzate che ha detto: è proprio convinto che Ruby sia la nipote di Mubarak . E che Mubarak sia il primo ministro dell'Alsazia Lorena. Come faccio a non ridere di un popolo che ha voluto avere per 17 anni uno così?Non c'erano abbastanza trasmissioni comiche in tv? Non si divertivano abbastanza? Adesso grazie alle barzellette di Berlusconi ci troviamo sulla linea M della metropolitana fognaria europea . Meditate, gente, meditate...i comunisti non vi faranno più paura, perchè non avrete più nulla che vi potrà essere confiscato: su questo il Berlusca è stato efficace, non c'è che dire . Buona giornata e buona fortuna. Vado a fare ginnastica: mi preparo a restare in casa...la ginnastica del detenuto...
domenica 15 aprile 2012
Neofascismo vegetariano
Vorrei dire qualcosa a proposito di questa improvvisa ondata di animalismo e vegetarianismo . Secondo me non sono fenomeni che indicano realmente un approccio alla vita più aperto e progressita. A parte una minoranza a cui sono disposto a riconoscere delle ragioni perchè filosoficamente animata da buoni propositi anticonsumistici, salutistici e antiantropocentrici e che la chiese vede come il fumo negli occhi, la maggior parte dei recenti aderenti a questa nuova dottrina o branca della più generica fumosa dottrina new age sono vegetariani e animalisti per distinguersi dalla massa. Alimentando così uno spostamento di adepti in modo esponenziale verso queste scelte. Tanto da ridivenire conformisti essi stessi . Oggigiorno in mensa , a tavola, nei ristoranti c'è sempre un vegetariano. E , generalmente odia il genere umano. Lo detesta. Conferendo agli animali, cani in particolare, dei sentimenti di umanità in scala ridotta , ma che gli attribuirebbero una funzione di umanità diversa in corpus animalorum che, guarda caso, è surrettiziamente pantografata sul pensiero dei padroncini dei medesimi. In altre parole ai cani che vivono in simbiosi in famiglia vengono attribuiti quei sentimenti che non vengono più riconosciuti dagli umani frequentati quotidianamente e che vengono odiati apertamente e messi in una scala gerarchicamente inferiore rispetto all'animale casalingo . Secondo me l'animalismo inteso così è il prodotto di un neofascismo filosofico che si va sempre più diffondendo fra un'umanità che non sa più accettarsi e che è disposta a guardare i propri difetti solo quando li nota nell' altro da se' . Ora, concordo che per produrre un chilo di carne ci vogliono ventisette litri d'acqua, che la carne è piena di antibiotici che fanno male e che gli animali vengono a volte uccisi con metodi dolorosi e che usare dei cani come cavie non è deontologicamente corretto. Sul piano filosofico concordo, sul piano reale , però, chi ci dice a noi che le piante non abbiano sentimenti e non provino dolore? Alcuni esperimenti lo affermano decisamente. Compiuti da scienziati autorevoli ed esiste persino una branca della sessualità chiamata dendrofilìa che raggruppa gli umani che adorano fare sesso con le piante. E non sto parlando di zucchine o banane . Del resto, ad accreditare le mie tesi sta il fatto che Hitler, il male personificato, era animalista e vegetariano. E lo stesso Gandhi lo era. E dichiarò che era un modo per controllare i propri istinti sessuali, per non soggiacere ad essi(Sic!). E poi qualcuno ha chiesto a cani e gatti se magari non starebbero meglio a vivere fra loro? Fra i propri simili. Senza essere costretti a scodinzolare ad un padrone per via di un riflesso Pavloviano perchè percepiscono che da lì può giungergli la pappa? Io amo gli animali selvatici in mezzo al proprio ambiente naturale, così come deve essere secondo natura , piuttosto che al surrettizio servizio sociale delle famiglie di umani che hanno bisogno della pet theraphy per sentirsi migliori degli altri uomini. Per non tirarla troppo per le lunghe , io se vedo soffrire in un angolo un uomo e un animale, per istinto, sono portato a dare la priorità all'umano.Che Guevara lo avrebbe fatto. Ed è morto per questo. Era nella sua natura.
Chi non ha quest'istinto, non è umano. Mi verrebbe da dire è un animale, ma anche questa sarebbe un attribuzione di significato data da un uomo che disprezza un altro uomo. Quindi non lo dirò. Non perchè sono superiore. Ma perchè sono umano, troppo umano.
Buona giornata e buona fortuna
giovedì 5 aprile 2012
Lacrime di coccodrillo (del Nilo)
La legge sull'articolo 18 è passata. D'accordo non è passata come volevano Marchionne & c, ma loro si sa, piuttosto di ammettere che le Fiat non le comprano perchè fanno schifo agli nomi ignudi preferiscono dare la colpa agli operai metalmeccanici che, udite udite, guadagnano meno della metà degli operai tedeschi? Come mai? Chiedilo ai tuoi ingegneri, Marchionne, sono degli incapaci, l'ultima punto che ho avuto aveva l'agibilità di un vcc, la manegevolezza di un carro russo in avaria durante il secondo conflitto bellico . Ma è passata. E bravo Monti missione compiuta. Se adesso a noi quasi cinquantenni ci sbatteranno fuori perchè costiamo troppo (Sic!) e saremo cacciati perche al nostro posto siano assunti precari sottopagati, che , partita di giro, possono essere a loro volta licenziati, sapremo chi ringraziare. Vero Veltroni? Vero Letta? Vero Bersani? Alfano l'abbiamo già ringraziato abbastanza per la sua ineffabile mancanza di quid che ci ha fatto rimpiangere le performances del capocomico Silvio Nazionale .
Yahoo licenzia 2000 dipendenti . Ha assunto un nuovo amministratore delegato strapagato che avrà il compito di risanare l'azienda. Fatemi capire che c'abbiamo scritto jo condor in fronte? Cioè, uno viene pagato per rendere un'azienda più competitiva e comincia licenziando 2000 persone? Beh sinceramente non capisco, persino uno con la quinta elementare può risanare un azienda in questo modo. E non c'è bisogno di pagarlo tanto. Questo qui è il capitalismo delle pezze a colori . Un manager è bravo se rende un'azienda competitiva licenziando il meno possibile. Io credo. Altrimenti è un asino travestito da volpe.
Cambiamo argomento: Bossi si è dimesso. Da segretario della Lega. Insomma , parafrasando, fuori dai Maroni. Ho sentito che ha pianto. S'è sparsa la voce che lo assumerà il governo Egiziano, come coccodrillo . Restiamo in attesa delle sue dimissioni più importanti: quelle dal genere umano.
Buona giornata e buona fortuna
giovedì 22 marzo 2012
Articolo 18: 40 anni di lotte seppelliti dal caschetto curiale della Fornero
Come potete immaginare, avendo letto qualcosa sul mio blog, in generale detesto parlare di politica, specialmente quando questa è ridotta a pura masnada di notai dei poteri forti . Ma non posso tacere in queste ore drammatiche, dico drammatiche, per il futuro del paese sulle vicende legate all'articolo 18 . Vale la pena ricordare che trattasi di un articolo dello statuto dei lavoratori che vieta il licenziamento per motivi discriminatori, in altre parole, in presenza di un'azienda solida sul mercato, si vieta qualsiasi licenziamento non sia per una giusta causa intendendosi per giusta causa , ad esempio, picchiare colleghi o capi, rubare o non attenersi ripetutamente al contratto che ti lega alla tua azienda . Chi non ha mai lavorato per un'azienda privata non può sapere che a volte non basta fare il proprio dovere e rispettare le regole contrattuali, a volte basta stare sui cosiddetti a nuovi dirigenti( non nettargli adeguatamente le terga o rifiutarsi di fare la spia denunciando colleghi che non rendono come si pretende che rendano)per ritrovarsi disoccupati in men che non si dica. Con conseguenze sulla dignità di chi lavora a dir poco devastanti. Ora il governo Monti-Napolitano-Marchionne si accinge ad abolire questa norma che prevede il reintegro del lavoratore nel proprio posto se non sussistono i requisiti perchè sia licenziato. Ecco, per dirla con eleganza, siamo al nazismo puro, alla richiesta di adesione ideologica alle proprie aziende e ai propri dirigenti senza aver neppure la possibilità di dire a se stessi e al mondo, ecco io sono un lavoratore sfruttato e sono costretto a fare tre lavori pagati uno. Oppure sono vecchio e stanco e continuo a lavorare perchè fuori alla mia età fuori non c'è niente o, delle due l'una, devo iscrivermi a Comunione e Liberazione, se voglio lavorare , per esempio, a Milano. In altre parole il vaticinio bukowskiano secondo cui la differenza tra una democrazia e una dittatura è che nella democrazia prima voti e poi lo prendi nel culo( mentre nella dittatura si evita il passaggio elettorale), trova in modo esplicito e clamoroso una fervida applicazione alla realtà che stiamo vivendo . Ci vuole poco a capire che il dado è tratto e che camuffata da soluzione alla tedesca invece che all'americana, la libertà di licenziamento è ormai legge. E' veramente deprimente vedere politici del calibro di D'Alema e Bersani- del calibro poi, questa è tutta da vedere, si capisce - arrabattarsi nel dire che le norme della legge Monti-Fornero saranno modificate in parlamento. La realtà è che un governo come il governo Monti che ha sbandierato le liberalizzazioni e la demolizione delle caste , nonchè i blitz a Cortina o in Via Condotti a Roma, come l'inizio di una nuova era di democrazia compiuta, abbia in realtà , visto che poi il parlamento alla chetichella ha snaturato le norme anticasta, colpito ciò che si voleva colpire da tempo: i lavoratori del settore privato, che , sia detto senza alcun interesse di parte, mandano avanti questo paese ogni giorno e permettono a Monti a Company di degustare un caldo cornetto mattutino, bere un tiepido cappuccino, guidare una comoda macchina coi sedili in pelle umana ( quella dei metalmeccanici morti sul lavoro) , viaggiare comodamente in aereo,alloggiare in comodi appartamenti per costruire i quali operai edili sono caduti dalle impalcature, guardarsi e rimirarsi in tv , e mandare i figli in vacanza alle Seychelles, nonchè in buone scuole private cattoliche dove imparano a farsi il segno della croce prima di andare a giocare a Monopoli con la pelle del popolo italiano . Ora che Letta e Veltroni, meglio noti negli ambienti ufologi come rettiliani della prima ora smanino per consegnare Palermo alla Mafia e per fare entrare i precari in un mondo del lavoro cinesizzato in barba a una massa di gente che a milleduecento euro al mese la deve smettere di arroccarsi in questo privilegio ( Sic!)e deve darsi da fare per inventarselo, un nuovo lavoro, forse rileggendosi i libri di Castaneda per imparare a sognarlo, beh, di certo non mi meraviglia . La cosa che mi meraviglia un poco, sia sottolineato, un poco, è che gente esperta come D'alema e Bersani si beva la favoletta della crisi economica e dello spread come cavallo di troia per far passare tutto, persino una riforma del lavoro che statuisca il ritorno dei lavoratori, e finalmente, nel ben noto rango degli schiavi . Delle due l'una, o sono ingenui o sono in mala fede. A voi l'ardua sentenza. Su Napolitano voglio solo dire che l'ho combattuto politicamente come cosiddetto migliorista e continuo a combatterlo ora che è un monarchico-stalinista-liberista, lo sa solo lui cos'è mai stato...oltre a essere un napoletano imbroglione che si è sempre saputo vendere come ineccepibile e integerrimo superinterprete del senso civico per antonomasia. Ma mi faccia il piacere e si vergogni...quei lavoratori che sta lasciando in un oceano su un gommone senza viveri l' hanno sempre votata. A loro va la mia stima, per la la loro ingenuità vera, per aver creduto che lei faceva sul serio . Detto fra noi potrei opportunisticamente fregarmene visto che io per ora non sono a rischio licenziamento essendo stato sempre fedele alla mia azienda e avendola servita per anni nell'interesse reciproco del profitto e del salario, ma sono considerazioni che non posso non fare se è vero com'è vero che milioni di famiglie italiane saranno danneggiate irrimediabilmente e che un'intera generazione che lavorava con dignità sarà cancellata...Ho avuto amici precari che si sono tolti al vita perchè non riuscivano a trovare un lavoro, nonostante fossero laureati in università prestigiose, non vorrei avere colleghi di lavoro che abbiano voglia di andare a fare compagnia ai suidici di questi giorni . Qui si gioca una partita importante per la democrazia. Mi aspetto che l'Italia migliore, quella degli onesti, dia una riposta adeguata a questi sciacqualattughe in giacca e cravatta.
Buona giornata e buona fortuna
Ps: il mio libro su youcanprint
sabato 10 marzo 2012
Nuovo libro : "Nell'acquario 2"
Finalmente è uscito il mio terzo libro. Si intitola "Nell'acquario 2" ed è l'deale continuazione delle vicende di Nico Cordola , trentenne altosalentino sbarcato a Milano in cerca di fortuna negli anni '90, alle prese con i suoi 40 anni e con una Milano sempre più spettrale, archetipo di un paese Italia che vuole ancora arrivare sulla luna in groppa ad un asino.
Quì di seguito vi riporto lo scritto in retrocopertina a sua volta tratto dall'introduzione:
Dall'introduzione: “Ideale prosecuzione delle vicende umane ed esistenziali di Nico Cordola, laureato pugliese salentino migrato a Milano , narrate in “Nell'acquario”, “ Nell'acquario 2 ” racconta attraverso gli occhi del protagonista , i mutamenti intervenuti nella società italiana negli ultimi dieci anni. Agendo fra Milano e il suo hinterland, Nico Cordola è ormai un uomo di quaranta e passa anni, che vive le sue storie con l'abituale disincanto , un po' provinciale e ingenuo, del ragazzo che non ha cessato di essere nonostante l'età matura. Attraverso la sua narrazione che ha come privilegiato osservatorio antropologico Milano e dintorni, archetipi dell'intero paese perchè ospitanti un campionario umano proveniente da ognidove dello stivale italico, Nico Cordola filtra con il suo sguardo da ragazzo che guarda il mondo col candore di chi non riesce a capire come gli umani facciano di tutto per complicarsi la vita e generare conflitti anche là dove non ce ne sono le condizioni , i cambiamenti sociali e culturali che stentano a portare un paese come l'Italia verso la modernità”...
“La società dei consumi, l'uso a fini deculturalizzanti della televisione e l'ascesa di un ceto politico che usa sempre più la xenofobia come argomento per autoalimentare un proprio consolidato potere fondato sulle stesse logiche di familismo amorale che dice di combattere, hanno trasformato Milano e con essa tutto il paese, in un' assemblea aziendale scandita da continui battimani a comando, come sul set di 'Ok il prezzo è giusto'...”.
Danilo Coppola è nato a Brindisi nel 1965 , ma è a tutti gli effetti di Ostuni (Br) . Dopo aver compiuto studi classici si è laureato in Scienze Politiche a Bari. Vive e lavora a Corsico (Mi) . Nel 2007 ha pubblicato il romanzo “Nell'acquario” e nel 2009 una raccolta di racconti dal titolo “Una faccia una razza”, opere entrambe edite per i tipi della Kimerik.
Questo il link per chi lo volesse acquistare in rete: edizioni youcanprint
martedì 28 febbraio 2012
Ryanair
Spesso come tutti gli emigranti meridionali degli anni duemila, per tornare nella mia terra, prendo l'aereo. Adesso da Bergamo c'è la Ryanair, una compagnia inglese che fa voli low cost. Per i meno avvezzi all'inglese sarebbero voli a basso costo . Prima bisogna fare il check in . Per i meno avvezzi all'inglese bisogna presentarsi a delle veline in divisa di tailleur blu e dichiarare che si vuole volare . Ti fanno mettere il bagaglio a mano, che deve essere rigorosamente uno, in una sagomatore metallico e se per caso il trolley non ci entra , lì, seduta stante, devi abbandonare tutta la tua scorta di calzini o tre paia di mutande, mentre gli altri passeggeri che ti seguono tentano la fortuna a loro volta col sagomatore. E giù lì nei pressi vicino a te, un minuto dopo, anche loro a svuotare il bagaglio sperando di non fare nella vita per mestiere i commessi di sexy shop . Quando hai abbandonato un po' di capi d'abbigliamento che giacciono lì sui sedili dell'aeroporto ricordando i vestiti che i migranti albanesi lasciavano sotto i nostri ulivi secolari una volta approdati dal mare a terra, solo più firmati ma nient'altro di più, si vince l'ingresso a bordo . Quando entri nell'aereo delle hostess modello Cerbero nell'inferno dantesco ti prendono in carico e cercano di costringerti a occupare il primo posto vuoto disponibile. Non c'è la prenotazione. Che volete , sono voli democratici, il welfare dell'aria . Quando finalmente tutti sono riusciti a sistemarsi e qualcuno resta in piedi pronto per sedersi in corridoio come quando si prendeva l'autobus della gita scolastica e si caricava qualcuno di altre scuole che erano rimasti a terra privi dei fondi necessari per il ritorno, ci si comincia a guardare intorno. Qualcuno legge il giornale, altri un libro. Ma i lettori tradizionali, diciamo così, sono sempre più rari, se ne dovrebbe oramai interessare il Wwf . La maggior parte invece sfoderano computer e ipad, ultimo grido in termini di tecnologia, che consiste in un cellulare delle dimensioni di un libro sottile più o meno come un foglio A4 . Meno male, finalmente noi italiani cominciamo a mostrarci al passo con i tempi . Così do un'occhiata a quello a fianco a me, un giovane con gli occhiali dall'aspetto intellettuale, sicuramente un aspirante manager, uno studioso, qualcuno che ha una necessità estrema dell' ipad per le sue improcrastinabili ricerche, svolte indefessamente e che non tollerano nemmeno l'interruzione di un paio d'ore di volo. Maneggia il suo ipad con una certa maestria, strofinando le sue dita sullo schermo con la stessa dovizia con cui Aladino doveva strofinare la sua lampada magica . Mi aspetto che appaiano immagini di siti interessanti che consentano al passeggero in questione di concentrarsi sulla sua ricerca dimenticando così le paturnie del volo . Ed ecco che lo “scienziato” apre subito il sito della Gazzetta dello Sport e si sofferma , ingrandendolo con un sol schiocco di dita, su un articolo in cui Reja, allenatore della Lazio, spiega perchè non si è più dimesso . Immagino che abbia avuto una fifa matta dello spread . Poso la testa sul mio sedile e chiudo gli occhi. Meno male, l'italiano non si è snaturato. Perlomeno all'estero non ci riconosceranno più così facilmente vedendoci passare per strada con il mitico giornale rosa sotto il braccio . Finalmente si vola e osservo i passeggeri intorno a me, ciascuno con i suoi propri gesti apotropaici, chi fingendo di addormentarsi, chi pregando, chi incrociando le dita e chi sognando la California .
Ma subito dopo il decollo inizia il marketing aziendale. Hostess e stewards passano per vendere sigarette senza fumo che mi fanno venire in mente il fare sesso con tua moglie in meno pausa col preservativo, giornali come Gente, venduti ad un prezzo maggiorato come la Hostess che li scarrozza per tutto l'aereo sfilando nel corridoio, vivande a prezzi salatissimi ( una bottiglietta d'acqua naturale costa 3 euro ) , gratta e vinci che il cui ricavato va in beneficenza e profumi di marca duty free. Perchè l'aereo ad alta quota e come Livigno . Insomma uno stress continuo che ti impedisce la classica pennichella d'alta quota o di leggere un libro usato preso dal Libraccio l'altro giorno per rilassarti . Una volta arrivati a destinazione, l'atterraggio non è propriamente morbido, diciamo che se hai il reflusso te lo aggiusta un tantinello , con coda sonora di squillo di tromba in filodiffusione cui deve possibilmente seguire il tradizionale applauso, tiepido o meno a seconda degli shakeramenti più o meno violenti dei succhi gastrici di noi passeggeri .
Così, dopo una settimana di pranzi luculliani a base di cucina tipica, sbronze notturne con gli amici e improbabili jogging mattutini tra il Playa Residence e Costa Merlata, nemmeno il tempo di assaporare appieno le indigestioni, che si deve ripartire. Non senza essersi caricato il bagaglio di prelibate e introvabili leccornie nostrane, tipo capperi sotto sale e ricotta ascante, nostro genius loci alimentare che non può mancare quando sei lontano dai lidi natii .
Eccomi quindi dopo pochi giorni all'aeroporto di Brindisi, pronto per il check in. Il bagaglio mi viene pesato e supera i canonici dieci chili e mezzo. Le hostess di terra sono intransigenti e mi dicono che se non svuoto il bagaglio non mi fanno partire. Io non posso certo rinunciare né ai capperi , né alla ricotta ascante. Al massimo a delle mutande e ad un maglioncino. Ma lo stesso non sto nel peso. Il mio trolley è come un pugile che ha scoperto che non può combattere nella sua categoria se non scende di peso. Ma a tutto c'è rimedio. Basta pagare, sapete , in questo, gli inglesi, non mi pare siano differenti dai napoletani . Pago per far viaggare il mio trolley nella stiva. Aaaahh, meno male, la ricotta ascante è salva . Ma devo lo stesso passare col bagaglio dai metal detectors. Cosa che faccio immantinente. Mi tolgo orologio, cintura e collanine, metto il trolley sul nastro trasportatore e lo lascio passare alla visione delle telecamere a infrarossi. Passo senza che suoni nulla. Ma proprio quando penso che è tutto a posto e che posso finalmente rilassarmi, un uomo in divisa viene da me e dice se per caso trasporto dei capperi. E mi ride in faccia. Ora , penso io, non credo che a casa di questo indefesso controllore di merci aeroportuale si mangi il patè d'anatra accompagnato da prelibati vini francesi. E vorrei ben vedere, se l'autoctono non ha il buon gusto di mettere i capperi nostrani ben crudi e salati su qualche insalata o pizzaiola di carne equina. Ma in quell'istante non esita a chiedermi di aprire il bagaglio per sequestrarmi i capperi e , soprattutto, udite udite, la ricotta ascante. Così in mezzo ai passeggeri divertiti, apro il trolley e mostro i boccacci in vetro di capperi e ricotta ascante. Il vigilante aereoportuale osserva attentamente quei presunti ordigni e decide che i capperi li posso tenere, ma la ricotta ascante, proprio quella no, che è considerata crema e supera i cento grammi. Io lo guardo e lo prego di soprassedere. Ma lui è inflessibile , e ha la sicumera di chi sta pensando, così la finiscono questi emigranti di pensare che qui giù siamo rimasti come una volta, superficiali e corruttibili, è ora di dare un'altra immagine di noi. Si, penso io fra me e me, quella dell'ottusità . Io insisto, capisco, dico, che la ricotta ascante, se usata in un certo quel modo, possa diventare un'arma letale, ma non vi sembra di esagerare? Ma lui niente, inamovibile e sotto gli occhi divertiti ma solidali degli altri passeggeri, il corpo del presunto reato terroristico mai consumato, mi viene sequestrato e viene messo da parte, presumo per la tavola del sequestratore. Sono disperato. Avrei lasciato tutto, dico proprio tutto, Trolley compreso, per quel pugno di ricotta ascante sotto vetro. Non immaginate cosa significhi per me emigrante pugliese. Lì a Milano non se ne trova di questa qualità e quella che si trova costa un occhio della testa. Esprimo questi miei pensieri ad alta voce mentre mi avvio verso l'autobus che ci porterà all'aereo. Loro, gli altri passeggeri, ridono a crepapelle. Beati loro, magari si sono abituati al risotto allo zafferano o alla cotoletta modello suola di mecap, ma io proprio no, non ci sto e mi accingo a scrivere una lettera di protesta alla compagnia aerea....non sia mai riesca a rimediarmi il mio vecchio amico barattolo di vetro di ricotta ascante.
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