domenica 5 dicembre 2010

Racconto 3


Jogging



Dentro casa fa caldo termosifoni al massimo fuori freddo becco, metto la tuta imposto l'mp3 su radio deejay , c'è Albertino che fa Fifty Songs e intercala con voci preregistrate di tipiche teenagers milanesi con i loro “veramenteeeee” con inflessione molto corso Buenos Aires sabato pomeriggio nel passeggio sui marciapiedi pieni zeppi di nipponiche gravide di sacchetti firmati, arabi sigaretta impanata in bocca e odori acri da lavapiatti, metto la tuta i guanti e il cappellino di lana ed esco. Passo accanto a villette recintate che ospitano cani che abbaiano al mio passaggio di alieno, vecchi proprietari sull'uscio fumano una sigaretta e mi guardano costernati, imbocco la curva e comincio a correre , ma di giustezza, un passo via l'altro, con la musica sparata a palla nelle orecchie che mi isola dal traffico automobilistico del sabato mattina, di chi è stressato perchè deve fare tutto ciò che non è riuscito a fare during the week, perchè non in possesso di sufficiente tempo liberato dal lavoro, poi un'altra curva e passo in un budello verde che si apre in mezzo a palazzoni , foglie secche e umide giacciono sul sentiero e ammortizzano la mia schiena insicura per un' ernia di dieci anni fa non operata e rinsecchita, ma sempre lì, pronta a mordere, come un continuo richiamo che sembra inspiegabilmente attivarsi tutte le volte che penso qualcosa di negativo su qualcuno, ernia del disco, penso, sarai mica un inserto del Budda? Intorno canali irrigui con passaggio di folaghe e gallinelle e ratti e nutrie e stanchi vecchi che passeggiano in mezzo alle foglie gialle e agli alberi scheletriti che fanno da sentinelle ai bordi , disarmati e sconfitti, in rotta, a difesa di un mondo che scompare sotto i colpi della cementificazione. Sbuco in una strada di Buccinasco dove condomini silenziosi e immensi circondati da giardini di plastica fanno da cornice al ritmo percussivo dei miei passi, mentre il cielo turchese con un sole latitante da tempo favoriscono un inizio di sudorazione che mi comincia a buttare fuori un kebab di felafel e la birra corona con tutti i suoi coloranti e222 eccetera della notte precedente, e mentre corro penso che non ho mai tempo per chiamare gli amici o mia madre e mio padre o mio fratello o fidanzate che resistono abbarbicate a me come cozze patelle sullo scoglio della loro vita, mentre nel frattempo ascolto le canzoni più ascoltate in radio restandomi impressa una che ripete all'infinito il nome di Barbara Streisand con una pronuncia yankee che lo rende musicale e figo, il fiato esce come il fumo di sigarette senza filtro che fanno da base a canne fumate di nascosto e con la voluttà veloce del proibito, rondini inesistenti mi danno il benvenuto annunciando una primavera finta come boccate al vapore acqueo di una sigaretta elettronica fumata nel vagone di un treno a lunga percorrenza in perenne ritardo, la fontana della rotonda in fondo alla strada è spenta e l'acqua resta nelle sue tubature senza chiedersi se a gestirla sarà un magnate idrocefalo che la renderà preziosa come l'uranio. Attraverso un giardino pieno di panche di pietra e alberi spogli dell'inverno dove di solito di notte ragazzi minimalisti fumano canne massimaliste in omaggio ad una rivoluzione che non faranno mai, i piccioni beccano bacche invisibili standosene appollaiati sui rami di alberelli piegati dal freddo. Quattro querce sempreverdi mi abbracciano mentre io passo sotto le loro fronde incontrando ragazze timorate di Dio che pascolano cani che hanno facce di politici corrotti, e dieci oche guardiane mi sbarrano il passo costringendomi ad un tautologico giro dell'oca , permettendomi di fare la volata lungo il muro di un cimitero , cambio mano alle chiavi di casa che porto sempre con me e mi segno con la croce in omaggio ai miei avi sepolti nei cimiteri subtropicali del Salento, e ogni volta mi chiedo se l'anima esista davvero e se una volta morti incontreremo ancora chi ci ha lasciato per primo o se Dio ci lascerà attraversare i mondi delle trasparenze alla ricerca di domande che non siamo riusciti mai a fare a chi non c'è più, e infine, quasi sempre, decido che devo ammortizzare i passi e conformarli al terreno accidentato che sto per affrontare. Mi insinuo in un percorso verde che mi porta a passare sotto un ponte che ospita il traffico automobilistico della tangenziale, che, violento e inarrestabile come uno tsunami di vetrometallo, vomita sull'asfalto drenante la sua teoria di mezzi meccanici guidati da mezzi uomini o uomini interrotti in questo sabato pomeriggio in cui non si riuscirà a fare tutto quello che non si è riusciti a fare negli altri giorni della settimana , centuplicando la frustrazione. Passo nei pressi di una chiesetta e ho Rihanna in cuffia, la barbadiana mulatta che vende musica mostrando il culo, sulla sinistra ci sono due nicchie che ospitano statue di madonne per il momento esangui, e sul lato opposto, alcune cascine inalberano bandiere della Lega Nord, mentre vecchie signore affacciate alle finestre gridano da lontano , in una coazione a ripetersi all'infinito, il lamento di una vita che non è stata vissuta imputandolo a neri africani che raccolgono pomodori vicino a baracche fatiscenti che diventeranno le loro tombe, mi segno ancora con la croce perchè come dice mio padre non bisogna credere ma bisogna pensarci, e mi involo così lungo una strada asfaltata che fa da rettifilo nei pressi di una stazione di servizio con lavaggio automatico e vicino alla quale mi fermo per allacciarmi le scarpe. Giovani fumano in fila in attesa del proprio turno e altri meno giovani che ce l'hanno fatta ad alzarsi prima indugiano con schiume , pompe e pelli di renna spelacchiate sottratte alle mute di immaginari Babbi Natale, trattando le loro macchine meglio delle proprie scontate mogli piene di rughe , bigodini e olezzanti di strutto. Riprendo a correre e mi involo sul rettifilo di cui prima, lungo il limine sinistro della strada, mentre passano a velocità supersoniche utilitarie gravide di singoli uomini inutili , e mentre cornacchie grigie gracchiano in volo riscuotendo la mia ammirazione per il loro multitasking. Sul bordo strada una croce di marmo con una foto al centro testimonia di una giovane vita stroncata in quel punto, sullo sfondo della tangenziale che manda un costante rumore di sottofondo come una folla da stadio di calcio che celebra più che un gol o uno scudetto la retrocessione del genere umano. Mi viene in mente che una mia amica di vecchia data vedendomi dopo molto tempo con i capelli grigi mi ha chiesto cosa mi fosse capitato e io non ho saputo fare meglio che rispondere che a Milano nevica, e aumento l'andatura in vista di un pioppo spoglio che nonostante la sua nudità non mi eccita per nulla. A tre quarti di percorso, per equazione matematica, dovrei aver abbattuto almeno una tre quarti Moretti , penso, e faccio per involarmi verso la fine dell'allenamento, senza però rilassarmi all'idea che dopo berrò acqua a fiumi come un assetato disperso nel deserto afgano teletrasportato da dio davanti alla fonte di una qualsiasi acqua minerale, ingannando la propriocettività dei muscoli, per non sentire la fatica, perchè se pensi che correrai tutto il giorno, allora il cervello immagina che quell'ora sarà solo un antipasto e ti consente di completarla in surplace, inganni della mente, esperimenti dettati dalla curiosità dello scienziato che non sono mai stato ufficialmente...Torno indietro e faccio un tratto che d'estate ho battezzato col nome di “valle di lacrime”, perchè di solito in quel punto sento il massimo dello sforzo e perchè mi viene sempre in mente Tex Willer e quel suo motto burbero che cita sempre quando vuol definire un mondo che si crede bastante a se stesso , e superatolo ripasso davanti alle madonne che una volta tanto non mi scappano, e filo via in progressione specchiandomi nei vetri della porta di un bar che non esiste più per cessata attività di un proprietario che passa il tempo a pascolare i suoi segugi tra gli sterpi residui di granturco dei campi limitrofi. Le cuffie e Albertino coprono con la loro leggerezza l'inquinamento acustico di quel minuto in cui milioni di macchine mi passano in testa con la stessa velocità con cui l'idea della loro esistenza uscirà dalla mia testa, mentre sono sotto il ponte e schivo una bicicletta con sopra un vecchio che guidava senza mani pur non avendo mai rubato nulla in Iran. Ancora un duecento metri e riattraverso il parco , poi il rettilineo finale sulle foglie secche, cercando si non scivolare, con pensieri senza pensieri, perchè non sono costretto a farlo, esistono già , devo solo lanciare la rete e catturarli, ma con calma, passo dopo passo, secondo il mantra di un guru dell'ultramaratona non ancora conosciuto che dice di partire piano e poi rallentare, che questo è il segreto per arrivare sempre. Una volta che mi sono fermato ansimo come un bisonte sopravvissuto ai cacciatori bianchi che lo volevano uccidere per posa, e non per bisogno, e al passo veloce, cerco di riabituare il cuore per gradi al battito normale, bradicardico battito bradipico del me stesso normale e calmo modello yogi indiano. Più avanti una staccionata mi aiuta a fare un po' di stretching, come un vecchio santone appena uscito da una meditazione seduto che gli abbia anchilosato gli arti o come un gatto che si rilassa mentre guarda il suo padroncino stressarsi per non arrivare tardi al lavoro. E mentre torno verso casa mi accorgo che ho già fatto tutto questo milioni di anni fa, solo che non c'erano macchine, gli alberi erano rigogliosi, i palazzi invisibili, il mio Dio era una cascata davanti alla quale facevo il gesto dell'acqua che cade, l'anima era immortale e riposava nei ricordi di chi restava e si prendeva tutto il tempo per curarli, la musica erano i versi degli animali e il premio per la mia corsa era qualcosa di caldo da mettere sotto i denti. Allora lo chiamavamo vivere, oggi lo chiamiamo jogging.



Buona giornata e buona fortuna

mercoledì 1 dicembre 2010

Ciao Mario



Stimati lettori eccomi ancora qui ad aggiornare pigramente il mio blog. Raccolgo qualche immagine qua e là nei tg, rai news in testa, che parlano della morte di Mario Monicelli, un grande uomo d'arte e un grande uomo. Con "Amici Miei" ha riassunto in modo mirabile la rivolta goliardica alla congiura della seriosità del potere della generazione di mio padre. E il suo ultimo gesto del togliersi la vita conferma la grande libertà buddista di cui era intriso, non credendosi indispensabile o fondamentale, palesando la propria modestia da burbero benefico nell'epoca di una generazione che si crede immortale perchè crede di potersi comprare anche la sopravvivenza senza termine.

Poi le immagini di una manifestazione degli edili che chiedono al governo di rilanciare l'economia intervenendo a favore dell'edilizia. Che dire, si può anche cambiare mestiere, non è indispensabile costruire a tutti costi. Si possono anche costruire biciclette o auto elettriche. Non sono un politico che come un gondoliere deve essere esperto nell'arte del beccheggio che se parla bene degli edili deve stare attento a non parlarne troppo bene per non perdere il voto degli ambientalisti. Io sono il dio di me stesso e il popolo di me stesso. E se voglio rispettare il dio di me stesso ed il popolo di me stesso, devo sempre dire quello che penso. Con ogni mezzo necessario e ad ogni costo. Non vorrete mica che inizi a mentire a quarantacinque anni? Gli edili hanno deturpato il pianeta infischiandosene di costruire secondo le regole del rispetto della natura. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti: inquinamento, loculi che rendono la gente infelice, inondazioni, deturpamento delle coste. Potete cambiare mestiere, per quanto mi riguarda. Soprattutto il tizio intervistato, un palazzinaro col caschetto giallo in testa lindo e immacolato indossato per l'occasione modello "presidente operaio".


Studenti che manifestano, occupano, bloccano, beh, si certo, un buon segno, se in un paese non protestassero gli studenti, sarebbe un paese anormale. Una democrazia incompiuta. Sto forse parlando dell'Italia?

Yes! A Milano nevica ma la neve non resta. E' il simbolo dell'opposizione in Italia. C'è, ma non si nota.

La Clinton chiede scusa a Berlusconi per le rivelazioni di Wikileaks. E il Berlusca si gode il momento, godi fanciullo mio stato soave stagion lieta è codesta.

Assange , il capo di Wikileaks, è ricercato dall'interpol. E questo la dice lunga su cosa accade a chi si mette contro il potere. Ha detto che vuole un capitalismo etico, mica la rivoluzione. Solo che chi se ne intende riuesce a capire che è la stessa cosa. Come può essere etico il capitalismo? Capitalismo etico è un ossimoro. E' la stessa cosa di comunismo democratico.


Buona giornata e buona fortuna

mercoledì 24 novembre 2010

L'unicorno




Oggi un'ora di corsa, sotto un sole irreale, tanto è nitido, ma con un freddo polare. E non è ancora finita, dicono. E' solo l'inizio. Farà ancora più freddo. Poi ho lavorato ai miei libri. A proposito "una faccia una razza" sarà presente nello stand della Kimerik a Milano all'interno di una fiera libraria (ecco il link http://www.unlibroamilano.it/Dove_siamo.php ). Ringrazio pubblicamente il mio editore, per questo.

Riguardo alle ultime vicende di attualità, non dirò molto. Dico solo che trovo scandaloso che in Italia si raccolgano firme contro Roberto Saviano, un uomo che tutto il mondo ammira per il suo coraggio e che è il nostro Sulman Rushdie. Che posso aggiungere, la maggior parte degli italiani non hanno il senso dello stato....in cui sono, direi. Ma io sto diventando malvagio, si sa. L'ultima barzelletta dei leghisti è che non si può dire che al nord ci sia la mafia. Beh, io abito a Corsico e vi assicuro che c'è. Prima abitavo a Baggio, quartiere di Milano ovest e quando giocava la Reggina tutti bar della zona erano imbadierati fin nei cessi con chiave a richiesta sempre negata..."se ci scappa di cacari la facissi na sua casa". Su Berlusconi dico solo che non odio Berlusconi in sè ma Berlusconi in me. E scusate se è poco. Adesso fa il freddo con la Carfagna, forse perchè magari alla ministra le è cresciuto qualche neurone.


Ho deciso. Diventerò uno scrittore come Miller, pubblicherò i miei libri con il miglior offerente e poi li presenterò e venderò io, in ogni modo e , parafrasando Malcom X, con ogni mezzo necessario. Tanto la grande editoria è una mafia che pubblica scrittori paganti o sponsorizzati. E io devo essere fedele a quello che scrivo. Ci penserà il destino. Non tutti sanno che ho venduto più copie di molti libri pubblicati da grandi editori. E questo perchè, più andiamo avanti e più chi legge cerca qualità. Sono ottimista per il mio futuro di scrittore. Sono uno scrittore, non ho paura di affermarlo. Anche se molti pensano che si è scrittori quando si è pubblicati da un grande editore. Ma io non appartengo a questa sottocultura della marketingletteratura.La lascio a chi vuol leggersi i libri della Mazzantini...bleah!!!!!

Per oggi mi sono fatto un buon numero di nemici, quindi...


Buona giornata e buona fortuna







mercoledì 10 novembre 2010

Scrittore clandestino con foto di Ainette




Oggi mi allenerò duramente. Almeno un'ora e trenta, su sterrate in zona Gudo Gambaredo, in mezzo ai campi, fra i canali irrigui e cornacchie grigie, aironi grigi e bianchi e gabbiani trasportati dal maltempo e attratti dalle acque stagnanti portatrici di lombrichi grassi e ricchi di proteine. In genere corro più di un'ora quando mi sento particolarmente giù di corda. E questo perchè vivo in un paese dove dovrei sentirmi un privilegiato solo per il fatto di avere un lavoro stabile. Oddio, almeno finchè non si stancheranno di avere un laureato avanti con gli anni che guadagna meno di un metalmeccanico e daranno il mio posto ad un ventenne bocconiano che guadagnerà quanto un ambulante senegalese. Siamo messi così. Ovviamente è colpa della crisi mondiale, della globalizzazione, insomma di eventi non governabili(sic).
Non lo so, traete voi le conclusioni, di politica vorrei fare a meno di parlarne.


Più tardi voglio andare al cinema. Ci vado sempre di mercoledì, sia perchè sono libero, sia perchè costa meno. In genere vado all'Uci Cinema in viale Sarca, con qualche amica, un multisala che proietta tutti i film di recente uscita. Prima si gioca a bowling, poi si mangia qualcosa tipo pizza o kebab (io rigorosamente panino con felafel, sono vegetariano)e infine ci si infila in una di quelle enormi sale riscaldate e popolate di studenti o intellettuali, il pubblico che piace a me. Il film lo scelgo sul momento, quindi non ho idea di che film vedrò. Poi tornerò a casa , navigherò un pò su internet e andrò a letto. Domani è un altro giorno e si lavora. Prima di addormentarmi leggerò qualche capitolo di qualcuno dei libri poggiati sul comodino. O forse scriverò qualcuno dei miei nuovi libri. Non voglio stressarmi già da ora. Vedremo come mi sento, se ne avrò voglia. Tanto non ho la Mondadori tutti il giorno al telefono che mi sollecita. Nè la Feltrinelli ,una casa editrice che "non pubblica manoscritti non richiesti"(?) ,nè la Rizzoli, nè nessun'altra casa editrice. Sono uno scrittore clandestino, scrivo storie clandestine in clandestinità, in un paese governato da una dittatura del consenso di massa a un uomo che non legge libri, nè giornali e che è il proprietario della più grande casa editrice del paese.

Buona giornata e buona fortuna

Ps: ho deciso di mettere una foto di Ainette Stephens, sia per aumentare gli ingressi nel blog(sic) e sia perchè l'ho conosciuta una volta in aereo di ritorno da Brindisi a Milano. E ne ho ricavato un'impressione positiva: una ragazza semplice, che non se la tirava, una a cui non sarebbe importato di essere famosa o meno. Un disincanto utile per diventare veramente grandi. Glielo auguro. Di questi tempi dove per diventare famosi basta passare per i letti giusti.

venerdì 29 ottobre 2010

Il riso è un pianto rovesciato



Cari lettori italiani per bene e italiani che vivete all'estero perchè ne avevate i testicoli zebrati di vivere in quest'Italietta "e niente" come direbbero a Napoli, vi chiedo scusa a nome personale e di quegli italiani che si vergognano di vivere in un paese dove un branco di minorati psichici e frustrati sessuali che prima di fare un pò di soldi e diventare , per questo, famosi, avrebbero stentato a rimorchiare un rospo ad un congresso di camaleonti, decide le sorti della politica nazionale. Fra un pò avremo Lele Mora e Fabrizio Corona a capo di qualche dicastero. Pensate che Bersani ha osato chiedere le dimissioni di Berlusconi per aver favorito il rilascio di una minorenne marocchina spacciata per nipote di Mubarak( mi viene in mente l'alto livello culturale di quei funzionari della questura che si sono bevuti la faccenda non vorrei mica dire perchè non sapevano che Mubarak è egiziano), e siamo sinceramente preoccupati per questa caduta di stile del segretario pidiino verso un inguaribile radicalismo che lo allontana dalla ormai inevitabile alleanza con Casini e Fini. Quanto a quest'ultimo da giorni minaccia di non votare il lodo se non modificato e dice che il governo potrebbe cadere. Berlusconi si gratta gli zebedei e va avanti con i suoi bunga bunga sicuro come in una botte di ferro dietro il giubbotto antiproiettile dello zoccolo duro dei milioni di italiani che gli tiene bordone, esaltandosi di riflesso, per le prodezze del vegliardo. Che paese di frustrati sessuali, di gente che non si vergogna di rimediare sesso a pagamento per averne visto durante la vita una quantità paragonabile alle piante d'ulivo nate sul pack groenlandese. Colpa della Chiesa, con la sua proibizione ha creato perversione, sesso innaturale vissuto con infinito senso di colpa. Viene davvero voglia di abolire il suffragio universale, e di limitare il diritto di voto a chi sappia distinguere la gente per bene da quella perbene. Sono iniziate le grandi manovre per isolare Vendola e l'unico che non gli dà contro, bisogna dargliene atto, è Di Pietro. Vedo bene una loro alleanza, purchè smussino i rispettivi angoli clerico-giustizialisti. Stando così le cose, il Pd il mio voto se lo scorda. Non potrei votare per un partito che ha fra le sue fila gente come Veltroni che vorrebbe abolire l'articolo 18, aumentare la flessibilità, e, udite udite, affidare il comando della coalizione ad un Montezemolo o a un Profumo, che poverino, bisogna compatirlo, con i suoi quaranta milioni di euro di buonuscita dall' Unicredit, uno che in un giorno guadagna quanto un operaio in un anno, se va bene.Miliband, 40 anni, il nuovo leader del Labour, non certo delle Brigate Rosse ( capito D'alema?) ha dichiarato nel suo discorso di investitura (pensava a Profumo o a Veltroni che lo voleva candidare?) che è immorale che un manager guadagni in un giorno quanto un lavoratore in un anno. Stesso concetto ha ribadito Obama. Scusate se ho citato questi due terribili comunisti, ma che volete, io sono un romantico, credo ancora nella giustizia sociale e in chi ne parla. E' questa la sinistra che voglio, nel mio paese, non un partito che fa la corte a Buttiglione il quale non fa che dire che la sinistra deve condannare il comunismo e fare i conti col passato. E voi, Buttiglione, voi, quando condannerete le infamie della Democrazia Cristiana, il Pcus d'Italia, il cinquantennale partito regime che ha tenuto la gente nell'ignoranza e nella paura pur di reggere il potere compiendo guasti secolari? Per non parlare delle stragi di stato. Lev Trotsky , non a caso, fatto fuori da Stalin, principale eliminatore di comunisti, voleva un uomo nuovo, un umanità nova che si elevasse dalla media, ma tutti insieme, di generazione in generazione, facendo un passo avanti verso l'autodeterminazione del proprio pensiero e delle proprie idee. Non un entità oziosa di individui che facessero la fila per le false pensioni di invalidità e che si riducessero al rango di vegetali senza aspirazioni i cui figli avrebbero guardato un computer come un australopiteco la cometa di Halley. Caro il mio Buttiglione.

Concludo dicendo che credo che per un bel pezzo non commenterò le vicende politiche. Sono stanco e mi sento umiliato. Vorrei essere un francese. Loro sì che hanno degli ottimi attributi sotto. Noi gli attributi ce li abbiamo al governo.

Adesso vado a correre, così fra un'oretta mi sarà passata. Domani è un altro giorno e cercherò di mettere nella giusta luce dichiarazioni che colgo al lavoro da qualche mio collega tipo: "era una rumena, una zingara, quella del pugno nella metro, e adesso per colpa sua uno dei nostri ragazzi è rovinato", come pure " bisogna vedere se è vero, della marocchina... e comunque lui con i suoi soldi può fare quello che vuole. Io al suo posto lo farei". Il suffragio universale lo vedo sempre più vacillante ma riderò a crepapelle, se è vero , come è vero, che il riso è un pianto rovesciato.

Buona giornata e buona fortuna

mercoledì 20 ottobre 2010

Qualcosa di red, oggi



Tom Robbins, uno dei miei scrittori preferiti una volta ha detto": nel tempo in cui io scrivo due paginette Crichton ha già scritto otto capitoli, io voglio godermela la vita, al massimo un paio di paginette al giorno". Come non venerare quest'uomo e la sua intelligenza di funambolo della parola e dei pensieri? Come esordio per oggi può andare. Nell'attualizzare, anch'io pigramente, il mio blog, e nel mandare un saluto affettuoso ai miei lettori molti dei quali risiedono all'estero- e c'è da meravigliarsi di ciò?-vorrei saltare la parte dell'attualità politica citando Orson Welles che nel film "La ricotta" di Pasolini, interpretando un regista che viene intervistato alla domanda di cosa pensa dell'Italia risponde:"il popolo più analfabeta e la borghesia più reazionaria d'Europa".E sono passati più di trent'anni. Credo di non dover aggiungere altro, nel momento in cui non posso certo onorarmi di appartenere ad un paese dove le persone attualmente più in auge sono Lamberto Sposini e Mara Venier, due che normalmente in una democrazia reale lavorerebbero in cassa all'Esselunga, facendo qualcosa di utile per se stessi e per la società. Il loro immergere le mani nel sangue di Avetrana mi ha disgustato. Dimettetevi dal genere umano, per favore.

Oggi ho corso per un'oretta. Non ne avevo molta voglia, il cambio di stagione e la temperatura rigida non mi invogliavano. Per un momento ho pensato di iscrivermi ad un corso di Thai Chi. Ma poi ho pensato alla mandria di idioti che avrei incontrato, tutti pregni di filosofia new age o martial arts ed ho desistito. Che cavolo, correre nel freddo è per gente cazzuta. Ma non lo faccio per voi. Lo faccio per me. E'un segreto fra me e voi. Ottimo allenamento comunque, mentre sentivo scorrere il traffico da panico della tangenziale, mentre incontravo qualcuno in cerca di parcheggio come un tossico in astinenza, mentre la Repubblica era andata esaurita perchè l'edicolante non ne ritira abbastanza copie, comprati "Libero", mi fa, ma mi hai preso per Gaetano Scirea? Questa è dura da capire. Fa niente, mi sono capito io. E mentre mariti coscritti portano i cani a cacare nei giardini pubblici dove poi giocano i bambini (però col guinzaglio, secondo l'ordinanza del sindaco) e mentre un sole irreale d'inverno passeggiava sul mio viso rorido di sudore( cazzo mi credo Proust?). Poi sono andato a fare la spesa. Da qualche tempo ho deciso di diventare vegetariano. Non mi chiedete perchè, non lo dico nemmeno sotto tortura e non mi affibiate etichette salutiste o filosofiche. L'unica filosofia che sottende questa scelta è che la carne con me ha chiuso. Poi sono tornato a casa ed ho messo su Rai News 24. Ho subito spento perchè oggi , a notizie, c'era da deprimersi. Ho chiuso in corrispondenza di un'intervista ad un giornalista francese che stava dicendo, in Europa tutti i leader politici sono in discussione, in Francia Sarkozy, in Germania la Merkel, in Spagna Zapatero...e anche in Italia Berlusconi sembra avere qualche problema (Sic)...il Sic ce l'ho messo io. Poi sono andato in bagno per stendere la roba sudata. Il mio vicino di casa dirimpettaio stava cantando "meno male che Silvio c'è" . Avrei voluto citargli Orson Welles, ma ho temuto che mi avrebbe risposto che lui beve solo Jhonny Walker. Fa niente, tutto normale. Sono andato in frigo ed ho stappato una bottiglia di Ceres Red Erik...aahhh, almeno qualcosa di red, oggi.


In conclusione, oggi in autobus, ho attaccato bottone con una, una ragazza carina, sui trenta, che è un pò il mio target e dopo un pò mi chiede se sono su Facebook. No, dico io, sono qui in carne ed ossa, non è meglio? E' scesa alla fermata successiva senza nemmeno degnarsi di salutarmi. Questa società è malata. Per uscire con una devi essere iscritto a FaceBook. Sono pugliese, la battuta assonante la lascio immaginare a voi.

Buona giornata e buona fortuna

sabato 9 ottobre 2010

Alla ricerca del senso





"In Messico non è proibito andare in giro con una birra in mano", disse Dick.
"Ci mancherebbe", disse Hector.

Pablo Ignacio Taibo II , Stessa città stessa pioggia.


"Niente che appartenga al nostro tempo rivaleggia in bellezza con l'antico stile americano. E' germogliata soltanto la macchina.E' questo il nostro vitello d'oro"
Henry Miller , Ricordati di ricordare

Permettetemi di quando in quando di disseminare di qualche perla questa valle di lacrime che rappresenta ormai il mondo della cultura e della comunicazione, con frasi espunte da opere , in qualche modo, illuminanti, di autori, per fortuna, immortali. I giorni sono passati e la tragedia di Mino Nardelli e di Sara Scazzi mi hanno lasciato addosso una tristezza infinita. Due ragazzi pugliesi che non meritavano la fine che hanno fatto. Ma chi resta deve andare avanti e in qualche modo trasfigurare le tragedie , trarne insegnamento e trasmetterlo alle generazioni future, se lo vogliono. E se non lo vogliono non mi resta che consigliare loro di collegarsi col sito www.andateaffanculo.com. Di Mino ho già detto nel post precedente, di Sara Scazzi, dovendo sintetizzare, posso solo dire ai propugnatori dei Family Day, ai campioni della filosofia della famiglia come nucleo fondante della società, di mettersi il preservativo, almeno, quando violentano le figlie, i nipoti e le mogli e alle mogli modello Sarah Palin suggerisco di sposare in segrete nozze un clone di Pietro Pacciani. Dopo mesi in cui la stampa nazionale non ha fatto altro che occuparsi della casa del cognato di Fini, mentre in Pakistan le abitazioni si spostavano per centinaia di chilometri trasportate dalle piogge alluvionali- ehi, un momento, potrebbe essere questo il motivo per cui a Scajola & company sono apparse inaspettatamente case di proprietà, il flusso delle maree alluvionali- e due dei più importanti quotidiani italiani( o dovrei dire di Disnelyland?), studiavano dei dossier per colpire e infamare chiunque muovesse critiche al Cavaliere , mentre tre quarti di tv nazionali ci deliziavano con le vicende anali di Corona raccontate oralmente dal suo sodale Lele Mora e mentre Bersani prendeva le distanze da Di Pietro, da Vendola, da Beppe Grillo e , udite udite, da Veltroni, come un giocatore di biliardo del circolo della bazzica di Reggiolo e mentre D'Alema chiedeva ai suoi collaboratori se qualcuno dei servizi fosse intervenuto nella suddetta vicenda della casa di Montecarlo di Fini ricevendone come risposta un classico:"e da quando noi dei servizi segreti italiani dobbiamo rendere conto ad un comunista", lasciandolo basito e senza speranza, visto che non si può più rivolgere ai russi( dall'altra parte c'è Putin, adesso, non so se mi spiego), la gente annega nei problemi. Milioni di precari non sanno se arriveranno a fine mese, gli operai non sanno se mangeranno il panettone , gli insegnanti fanno la fila all'ipercoop per il 3x2 della cartigienica che comprano a proprie spese visto che la Gelmini l'ha messa sotto la voce spese non indispensabili (mettendo sotto la voce spese indispensabili l'utile manuale su "come diventare procuratore legale facendo l'esame a Catanzaro"), i giornalisti scelgono le notizie da mandare in onda in modo tale da non essere querelati da Ghedini che querela tutti e non bada a spese tanto ha pronta una legge per abolire le spese processuali per gli avvocati che promuovono procedimenti di interesse nazionale, Bondi minaccia di dimettersi perchè Tremonti gli ha detto che con la cultura non si mangia (mancava solo che dicesse, "quando sento la parola cultura metto mano alla pistola"), incassando, tutt'al più la solidarietà di Cesare Ragazzi e Pierluigi Collina e un bel chissenefrega nazionale in coro...a proposito, Bondi è il ministro della cultura. Pausa. Che volete da me, la poesia porta lontano, si sa. Ah, ministro della cultura in Italia, non su Nettuno, pianeta che prende il nome da un Ulisse bleso. Ogni giorno in centinaia, migliaia, restano a casa, perchè perdono il lavoro. Oddio, potrebbero guadagnarne in salute, ma come si fa in una società che ti ha educato alla specializzazione, a saper fare solo quello che serve al padronato industriale, a riconvertirsi?...al massimo possono diventare mussulmani, cominciando dal ramadan, giacchè ci sono. Insomma ditemi voi se qualcosa ha più senso. Io continuo a scrivere, a leggere (oggi ho noleggiato altri due libri dalla biblioteca), a correre per meditare in movimento e , per fortuna, a lavorare. Finchè si potrà lavorare esprimendo ancora qualche opinione. Naturalmente potrei anche passare alla fase del lavorare senza poter esprimere più alcuna opinione. Oppure potrei farmi assumere da Repubblica. Forse solo nel caso dovessi essere io ad assumere Repubblica , potrei considerare l'ipotesi che il mondo stia cambiando. Ma avrei sempre il sospetto di essere il mandante delle stronzate che dico.


Buona giornata e buona fortuna